HI-FI Dream

Il progetto EM – D3 (Rewind) è stato studiato come cassa grande per ambienti piccoli con caricamento in baffle infinito. Perdonatemi se vado direttamente al punto, ma è importante capire subito che cosa un progetto si prefigge di raggiungere, in modo da poter alla fine del lavoro valutare molto facilmente se il risultato è congruo con quanto deciso nelle scelte iniziali e in quale misura. Può sembrare una banalità, ma se si perde di vista il traguardo, anche solo per un attimo, c'è il rischio di non raggiungerlo mai.

Perchè soltanto per ambienti piccoli e cosa si intende per ambiente piccolo potrebbe chiedere qualcuno? Per me un ambiente piccolo è il classico soggiorno di un appartamento moderno, quindi indicativamente fino ai 30mq. Personalmente le ho messe nel mio di 26mq, ma credo che non ci siano problemi anche per volumi un

po' più grandi ovviamente senza esagerare. Il motivo per cui non le si può mettere in un palazzetto dello sport e collegare un finale da 1kW, sperando di raggiungere Spl adeguati è perchè il caricamento è di tipo "baffle infinito". In questo caso sono solo le sospensioni dell'altoparlante a frenarlo ed impedirne il fondo corsa senza che la cassa dia una mano più di tanto, quindi, pur avendo degli altoparlanti che nominalmente supportano anche 90W di segnale continuo e picchi ben oltre per brevi periodi, ci dovremo accontentare per così dire di 40W sfruttabili regolarmente.

Se i 40W sono da un lato il limite massimo dall'altro lo sono anche come il limite minimo. Avendo una sensibilità piuttosto bassa, circa 82dB 1m/2,83V, queste casse richiedono un ampli un po' robusto, da almeno 40 o 60 watt, per essere pilotate al meglio. Di più non guasta mai, tanto con la manopola del volume saranno le vostre orecchie a dirvi quanto basta, ma di meno non è il caso. Quindi se siete possessori e inguaribili amanti dei valvolari da pochi watt o di altri microbi, per quanto ben suonanti, non credo che queste casse facciano al caso vostro. Io in questo momento le sto ascoltando con un micro della Yamaha, il CDX 330, che ha circa 10 – 15 watt e per quanto ancora usabile mi sembra che abbia il fiato un po' corto. Il NAD 3020i che uso di solito ha altre capacità di pilotaggio e la differenza si sente. Si, lo so che ufficialmente il 3020i è un 25W ma chiunque abbia messo le mani su un NAD sa che si tratta di un dato "di facciata" e di misura statica, in regime dinamico si comporta tranquillamente come un 50 watt e forse anche meglio. Tant'è che non sono riuscito mai ad alzare il volume neanche fino a metà corsa visto il baccano che si generava.

Ok, segnalati i limiti principali delle D3 e salutati i curiosi che hanno esigenze che queste casse non sono in grado di soddisfare, torniamo al punto di partenza e vediamo come sono nate, qual'è il loro scopo e perchè pur avendo già dall'inizio saputo di questi limiti ho deciso di procedere comunque nella loro realizzazione e messa
a punto. Una messa a punto durata circa un anno! Quindi poche cose sono state lasciate al caso o sono state sottovalute. La mia scelta è stata quella di realizzare delle casse particolarmente ben suonanti, ma dedicate ad ambienti normali. Dovevano essere in grado di garantire il volume d'ascolto sufficiente, anzi abbondante, in questi ambienti con amplificatori di largo utilizzo. Chi non ha un ampli vintage di quella potenza lo può prendere a poco in rete oppure ci sono ottimi prodotti entr
y level di Yamaha, Pioneer, Onkyo e compagnia bella che con 200 – 300 euro sono perfettamente adatti a questo scopo e state certi che non ne rimarrete delusi. Chi ha esigenze superiori non deve fare altro che provarle con elettroniche di maggior pregio, anche in questo caso l'abbinamento non credo vi deluderà.

Altri due punti cardine sono stati fissati da subito nel progetto. Queste casse dovevano essere posizionabili a ridosso della parete di fondo e dovevano essere semplici da realizzare. Il posizionamento è la diretta conseguenza della scelta dell'ambiente a cui

sono dedicate; se sono per soggiorni di appartamenti moderni, che hanno sempre meno spazio a disposizione, non si possono di certo mettere distanziate ad un metro dalla parete di fondo. Questo poi ci viene in aiuto con eventuali mogli / fidanzate / madri che non ne vogliono sapere di avere certe bestie in giro per casa. Avendo il frontale ragionevolmente stretto e sviluppandosi soprattutto in profondità - ok in realtà in altezza ma quello mi sembra ovvio - tendono a mimetizzarsi con gli altri mobili della sala. Nel mio caso hanno la stessa profondità di un mobile dell'Ikea, che sta in mezzo, quindi saltano poco all'occhio. Comunque non ve le posso di certo spacciare per delle micro casse da pavimento, basta vedere le misure che hanno.

Il secondo obiettivo: "facilità di realizzazione" è dipeso molto dall'umore di quel momento. Infatti nel periodo in cui sono state assemblate, facevo anche degli esperimenti con un muletto, che aveva dei tagli angolati, la cui realizzazione richiedeva parecchio tempo. Questo mi aveva portato sempre a rimandare la costruzione della seconda cassa. Partendo da questa osservazione: "cose semplici si realizzano,

cose complesse spesso si rimandano a tempi migliori", ho stabilito che il mobile delle D3 doveva richiedere al massimo due weekend per l'assemblaggio e finitura di base. E così è stato.

Fatta questa premessa vediamo come sono realizzate, altre osservazioni le faremo strada facendo. 

 

EM-D3 (Rewind) 

freccia sinistra1

Altoparlanti EM-D3 (REWIND)

 freccia

 

N.B. "Al fine di rendere il tutto ancora più interessante, per contattare il progettista, oltre hai metodi classici, ci si può avvalere del modulo commenti sottostante. Tale modulo ci da la possibilità di creare un vero è proprio centro nevralgico di informazioni inerenti al progetto, in tal modo è possibile rilasciare: pareri, critiche, domande (rivolgendosi direttamente al progettista) e tanto tanto altro. Anche questa è una fonte di crescita e di confronto per il progettista, per il progetto e per tutti coloro che si pongono domande."  


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